Scioglimento del Comune per infiltrazioni, le reazioni del centrodestra

Dopo lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche il centrodestra  converge sulla necessità di aprire una nuova fase amministrativa all’insegna della legalità, della trasparenza e del rinnovamento della classe dirigente.
Per Fratelli d’Italia: “Serve una bonifica del tessuto amministrativo”
Il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, sostenendo che il primo cittadino avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni già dopo le prime vicende giudiziarie che hanno coinvolto consiglieri comunali e candidati della maggioranza.
Nel comunicato, gli esponenti del partito ricordano il percorso politico che ha portato Vicinanza alla candidatura, parlando di una coalizione composta da tredici liste civiche e 324 candidati, accusando la maggioranza di aver privilegiato logiche elettorali rispetto ai principi etici.
Secondo Fratelli d’Italia, il problema non sarebbe rappresentato esclusivamente dal sindaco o dal Partito Democratico, ma da “un tessuto sociale e amministrativo permeato alla camorra”, che richiede un profondo lavoro di ricostruzione durante i prossimi diciotto mesi di commissariamento.
Il partito invoca una netta discontinuità con il passato, chiedendo di superare le lunghe permanenze nei banchi del Consiglio comunale, le dinamiche familiari nella politica locale e il proliferare delle liste civiche, affinché “la politica riprenda la gestione del proprio ruolo”. Il messaggio si chiude con un auspicio di rilancio per la città: “Castellammare ha perso, ma dopo la caduta risorgerà”.
Per il campione di Atene 2004 Salvatore Amitrano: “A pagare sono sempre i cittadini”. Per Amitrano, il provvedimento rappresenta “una ferita profonda” per Castellammare di Stabia e colpisce soprattutto i cittadini onesti, che rischiano di subire il rallentamento delle opere pubbliche, degli investimenti e dei servizi essenziali.
Nel suo intervento richiama la necessità di una riflessione politica più ampia, sostenendo che personalismi, divisioni interne e lotte di potere abbiano finito per indebolire le istituzioni locali.
“La legalità non può essere soltanto uno slogan da usare in campagna elettorale, ma deve rappresentare il fondamento dell’azione amministrativa”, afferma Amitrano, che auspica la nascita di una nuova classe dirigente capace di restituire credibilità alle istituzioni e fiducia ai cittadini.
Di “una sconfitta per tutta la città” parla D’Apice, già presidente del Consiglio comunale durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Gaetano Cimmino.
D’Apice definisce lo scioglimento “una sconfitta per l’intera città” e ricorda di aver vissuto personalmente un precedente commissariamento, sottolineando come, all’epoca, fosse stato oggetto di un duro attacco politico e mediatico culminato anche nell’ipotesi di incandidabilità, successivamente superata dopo l’accertamento della sua estraneità ai fatti.
L’ex presidente del Consiglio comunale osserva come tra coloro che allora rivolgevano pesanti critiche vi fossero anche esponenti dell’attuale maggioranza e lo stesso Luigi Vicinanza. “Chi di scioglimento ferisce, di scioglimento perisce”, afferma, precisando però di non provare soddisfazione, ma amarezza per una vicenda che penalizza l’intera comunità stabiese.
Secondo D’Apice sarà fondamentale leggere con attenzione le motivazioni del provvedimento governativo per comprendere le ragioni dello scioglimento. A suo giudizio, tuttavia, la situazione avrebbe potuto essere evitata se fossero stati raccolti i segnali che, già nei mesi di novembre e dicembre, avrebbero suggerito un passo indietro del sindaco.
Nel suo intervento conclude chiedendo responsabilità politica, rispetto delle istituzioni e la nascita di una nuova classe dirigente capace di mettere il bene comune davanti agli interessi di partito.