Sono bastati poco più di trenta minuti di conferenza stampa per riaccendere l’entusiasmo di un’intera piazza. Alfredo Guerri ha conquistato i tifosi della Juve Stabia con parole misurate, idee chiare e un progetto che guarda al futuro. Per molti è già il presidente destinato a entrare nella storia del club: nessuno, prima di lui, aveva investito con una simile determinazione nel calcio stabiese.
IL SALVATORE
Archiviata la breve e dolorosa parentesi di Francesco Agnello, Guerri viene considerato da molti il salvatore della Juve Stabia, anche se lui respinge con decisione questa etichetta. La percezione, però, è evidente. Sui social e nei bar dove si respira calcio e si vive di passione gialloblù, si moltiplicano gli attestati di stima nei confronti dell’imprenditore che ha scelto di prendere il timone della società, scongiurando quello che in tanti ritenevano un probabile fallimento.
IL PROFILO
Guerri si è presentato in punta di piedi, senza proclami e senza cercare facili consensi. Ha mostrato equilibrio, rispetto verso chi lo ha preceduto e una visione precisa. Da chi lo conosce emerge il ritratto di un perfezionista, attento all’organizzazione e convinto che il successo passi non solo dal campo, ma anche dalla solidità della struttura societaria.
Per certi aspetti, la sua figura richiama quella di Roberto Fiore, uno dei presidenti più amati della storia della Juve Stabia. Negli anni Novanta riuscì a riportare entusiasmo a Castellammare di Stabia, sfiorando in due occasioni la promozione in Serie B e regalando ai tifosi stagioni indimenticabili, nelle quali il grande calcio sembrò davvero a un passo.
IL PARAGONE
Anche le analogie personali non mancano. Entrambi napoletani, Fiore e Guerri condividono una forte passione per lo sport oltre il calcio. Se Fiore è stato protagonista anche alla guida del Circolo Nautico Posillipo, portato ai vertici della pallanuoto italiana, Guerri è da sempre legato al basket, disciplina che sostiene attraverso la Guerri Napoli.
Una cosa appare già evidente: come accadde all’inizio degli anni Novanta con Roberto Fiore, anche Alfredo Guerri è riuscito a riportare entusiasmo attorno alla figura del presidente. E, in fondo, è questo il segnale più importante. Perché, al di là della categoria, ciò che alimenta la passione di una tifoseria è la credibilità di un progetto e la capacità di chi lo guida di trasmettere fiducia, ambizione e senso di appartenenza.
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