Abbattuto manufatto abusivo su ordine del Tribunale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Sorrento, a Vico Equense . L’opera abusiva, consisteva in un manufatto in blocchi di lapilcemento e copertura in lamiere coibentate, completo di infissi in alluminio anodizzato, avente dimensioni di mt I l x 5,80 circa per complessivi 68,44 mq circa, per un’altezza interna variabile da 3,03 mt circa a 3,35 mt circa, il tutto allo stato grezzo.
Il manufatto demolito insisteva nel comune di Vico Equense (Na), alla via R. Bosco n. 221-223, e l’area sulla quale era stato realizzato è sottoposta ai seguenti vincoli:
vincolo paesaggistico – Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004): l’intero territorio comunale è sottoposto a vincolo paesaggistico ex art. 136 e 142 del Codice, rendendo obbligatorio il parere della Commissione Locale per il Paesaggio per ogni modifica visibile;
P.U.T. Area Sorrentino-Amalfitana (L.R. 35/1987): questa legge regionale sovraordinata impone direttive vincolanti ai piani comunali per preservare i valori paesistici della Penisola. Molte zone lungo via R. Bosco ricadono nella Zona Territoriale 2; vincolo Idrogeologico (R.D. 3267/1923): applicato per prevenire denudazioni dei terreni e instabilità dei pendii. Interventi edilizi in queste aree richiedono una relazione geologica e geotecnica specifica; Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PSAI): Gestito dall’Autorità di Bacino, classifica l’area in classi di rischio da RI a R4.
L’esecuzione delle demolizioni delle costruzioni abusive disposte dall ‘autorità Giudiziaria rappresenta, per la tutela del territorio, uno strumento insostituibile sia in chiave repressiva, per il ripristino delle condizioni ambientali violate, sia in chiave preventiva, per l’efficacia dissuasiva nei confronti dell’abusivismo edilizio. Nel caso di specie si è data esecuzione ad una condanna relativa ad una sentenza risalente all ‘anno 2003.
Grazie all’incessante opera di sensibilizzazione posta in essere da questo Ufficio, la suddetta demolizione ha avuto luogo da parte del proprietario del manufatto abusivo, in regime di autodemolizione, senza anticipazione di spese da parte del Comune interessato e della Cassa Depositi e Prestiti.
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