Fincantieri, il ceo Folgiero: “A Castellammare navi militari, non solo tronconi”

“Abbiamo valutato la possibilità di riconoscere agli azionisti una cedola già dal 2028, sul bilancio 2027”. Lo ha annunciato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, in una intervista al Corriere della Sera, spiegando che “nei prossimi sei mesi prevediamo di acquisire circa 5 miliardi di euro di commesse nel settore della difesa, con un carico di lavoro che comporterà la necessità di raddoppiare la capacità produttiva militare nei cantieri italiani”.
Sui tempi e le modalità, il ceo ha spiegato: “Possiamo ottenere questo aumento grazie ad un principio di vasi comunicanti e con tempi che non richiedono la costruzione di nuovi cantieri. Lo possiamo fare perché abbiamo complessivamente 18 cantieri e il piano prevede una redistribuzione della capacità produttiva, così riassumibile: saturare il cantiere di La Spezia che è il cuore della produzione di navi militari, dove concentreremo la costruzione del programma Fremm, l’eccedenza di lavoro verrà trasferita a Castellammare di Stabia che si trasformerà in un cantiere dove curare dallo scafo alla consegna di navi militari e non solo tronconi come in passato. Da questa decisione discende la scelta di spostare negli impianti in Romania la realizzazione di tronconi di scafo destinati alle navi da crociera. Il tassello conclusivo è il conseguente trasferimento delle produzioni speciali (navi da lavoro e piattaforme offshore, ndr) dalla Romania nei nostri cantieri in Vietnam”.
Un’operazione che si tradurrà, secondo Folgiero, in “un consistente miglioramento dell’efficienza operativa e della marginalità, sia grazie all’aumento della capacità produttiva nel settore difesa, sia al fatto che, trasferendo dall’Italia alla Romania la costruzione di grandi blocchi di acciaio, destinati alle navi da crociera, il costo orario di produzione diminuisce. Il risultato è che l’attività di costruzione per il settore cruise migliorerà ancora i margini. Il livello di indebitamento si ridurrà significativamente entro il 2030 grazie a una crescita media annua dei ricavi dell’8% e a un aumento del 90% del margine operativo rispetto al 2025”.