È stato demolito nella giornata di ieri un manufatto abusivo adibito ad uso abitativo, situato in via Santa Lucia 27, a Sorrento. L’intervento è stato eseguito in via coattiva in attuazione di un ordine di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi disposto dal Tribunale di Torre Annunziata con una sentenza di condanna del 28 febbraio 2007, divenuta irrevocabile l’11 dicembre dello stesso anno.
Il fabbricato, “di proprietà – si legge nella nota stampa inviata dalla Procura- dei coniugi Michelangelo Scannapieco e Maria Elefante, aveva un volume di circa 400 metri cubi e ricadeva in un’area sottoposta a diversi vincoli urbanistici, ambientali e paesaggistici”. In particolare, secondo quanto riferito dalla Procura, l’immobile era inserito nella zona E del P.U.C., destinata ad aree agricolo-ambientali, nella Zona 4 del Piano Urbanistico Territoriale, relativa alla riqualificazione insediativa e ambientale di primo grado, oltre a essere sottoposto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e a vincolo sismico.
Le opere abusive erano già state interessate da diversi provvedimenti del Comune di Sorrento: l’ordinanza di demolizione del 29 marzo 2007 e, successivamente, le ordinanze del 7 giugno e del 6 luglio 2023. Secondo la Procura, i provvedimenti non erano stati ottemperati.
L’immobile era stato inoltre acquisito al patrimonio indisponibile del Comune, essendo stato ritenuto non condonabile e non suscettibile di sanatoria. Nonostante ciò, il manufatto era rimasto nella disponibilità dei proprietari.
Nel 2024 era stata autorizzata dalla Procura l’autodemolizione delle opere abusive, su richiesta degli interessati. L’autorizzazione era stata successivamente revocata dopo che gli accertamenti avevano evidenziato che i lavori erano stati eseguiti soltanto parzialmente.
Il 12 settembre 2025 il Comune di Sorrento aveva respinto un’istanza di accertamento di conformità presentata dai proprietari il 24 aprile dello stesso anno ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. 380/2001.
Il provvedimento era stato impugnato davanti al Tar Campania, che il 12 maggio 2026 ha respinto il ricorso, rigettando sia la richiesta di annullamento sia quella di sospensione cautelare.
Poco più di un mese dopo, il 22 giugno 2026, anche il Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Torre Annunziata ha respinto le istanze presentate dai proprietari per ottenere la revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione e una nuova autorizzazione all’autodemolizione.
Alla luce dei provvedimenti definitivi, il 7 agosto sono state completate le operazioni di demolizione coattiva.
L’intervento è stato coordinato dal Commissariato di Polizia di Stato di Sorrento, con la collaborazione della Compagnia dei Carabinieri, della Polizia Municipale di Sorrento e dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Napoli.












