Salvatore Langellotto con precedenti per camorra è stato condannato dal Tribunale di Torre Annunziata a due anni e otto mesi di reclusione per stalking nei confronti di un giornalista de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo e per l’aggressione a un ambientalista del Wwf.
L’imputato, Salvatore Langellotto, già detenuto per altri reati, è stato ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti del cronista Vincenzo Iurillo e dell’aggressione ai danni dell’ambientalista Claudio d’Esposito. Nel corso del processo, la Procura di Torre Annunziata aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione.
La sentenza ha invece stabilito una pena di due anni e otto mesi.
IL COMUNICATO DELLA PROCURA
In data 16 luglio e.a., il Giudice Monocratico del Tribunale di Torre Annunziata ha condannato Langellotto Salvatore – attualmente detenuto per altra causa in esecuzione di un ordine di carcerazione per un titolo definitivo – alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione, previa concessione delle attenuanti generiche ritenute equivalenti alle circostanze aggravanti e alla recidiva contestate, per entrambi i reati ascrittigli (lesioni personali gravi causate a Claudio d’Esposito e stalking nei confronti di Iurillo Vincenzo).
Il PM aveva chiesto la condanna ad anni 5 di reclusione.
Langellotto risponde del reato di minacce e lesioni aggravate ai danni di d’ESPOSITO Claudio, presidente del “WWF Terre del Tirreno”, per averlo aggredito e malmenato in S.Agnello in data 26.3.2023; in particolare, l’imputato, dapprima lo avrebbe colpito violentemente al volto con un ceffone, facendolo rovinare a terra e, successivamente, gli avrebbe sferrato una sequenza di schiaffi, pugni e calci, in particolare un calcio alla tempia, un calcio alla spalla destra e un calcio alle costole sinistre, nonché lo avrebbe minacciato di un grave danno ingiusto, cagionandogli, nel contempo, lesioni personali, quali la ”frattura chiusa di una costola – infrazione XI costa a sinistra”, guaribili oltre i 40 gg., a causa di vecchi rancori legati alle numerose denunce presentate da d’ESPOSITO Claudio a tutela dell’ambiente e del paesaggio della penisola sorrentina, che avrebbero leso gli interessi imprenditoriali nel settore edile dello stesso Langellotto.
Quest’ultimo risponde, altresì, del reato di stalking ai danni del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo, che, tra il 9.4.2023 e il 26.1.2024, sarebbe stato oggetto di reiterate minacce e molestie ad opera del Langellotto, che gli avrebbero cagionato un perdurante e grave stato di ansia e di paura, tale da ingenerargli un fondato timore per la propria incolumità, al punto da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, condizionandolo sia nello svolgimento della propria attività professionale di giornalista sia nelle normali relazioni di vita quotidiana.
Secondo la ricostruzione operata da questa Procura, la condotta di stalking di Langellotto ai danni del giornalista Iurillo sarebbe ricollegabile all’attività professionale di quest’ultimo, e, in particolare, agli articoli di stampa da questi pubblicati il 31.03.2023 e l’ 1.04.2023, riguardanti proprio l’aggressione posta in essere dal Langellotto nei confronti di Claudio d’Esposito, nonché all’inchiesta giornalistica condotta dallo stesso lurillo in merito ai fatti verificatisi in data 30.12.2023, relativi all’arbitraria occupazione del sagrato della Chiesa dei “Santi Prisco ed Agnello” del Comune di Sant’Agnello da parte del Langellotto con 5 camion della società Napoli UNO allo stesso riconducibile e alla conseguente benedizione degli stessi da parte del parroco della chiesa.
Per tale ultima vicenda, in data 19.3.2026 questa Procura ha disposto la citazione a giudizio di Langellotto Salvatore dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Torre Annunziata (prima udienza fissata per il 15.9.2026) in ordine al reato di cui agli artt. 633 e 639-bis c.p ..
Avverso la sentenza di condanna su indicata l’imputato potrà proporre appello e, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, non potrà essere ritenuto colpevole sino a che la stessa non sarà divenuta irrevocabile.
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