“I beni culturali non hanno padroni”. È il contenuto di uno degli striscioni posti all’esterno degli scavi di Pompei, nella zona di piazza Esedra, dove questa mattina, venerdì 13 febbraio, si è svolto un presidio promosso dalle guide turistiche aderenti alle principali sigle di categoria, scesi in campo per protestare contro la decisione della direzione del Parco archeologico di eliminare la postazione a loro dedicata. Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di operatori: l’obiettivo annunciato dai manifestanti è quello di aprire un tavolo di concertazione con la direzione del Parco. “Quando abbiamo chiesto spiegazioni – dice Susy Martire, presidente dell’associazione Guide turistiche Campania – non ci sono state date. Solo successivamente, con dichiarazioni rese alla stampa, il direttore ha sottolineato che l’obiettivo è di internalizzare il servizio”. È comparso anche un ‘manifesto funebre’ nel quale si evidenzia la morte delle “postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori”, e a darne l’annuncio – è stato scritto ironicamente -“il soprintendente di Pompei“. E ancora: “Il funerale è stato celebrato in forma privata e dopo le esequie le guide sono state accompagnate all’uscita. Si dispensa da ogni concertazione”.
“Chiediamo di aprire il dialogo – afferma Luana Di Tuoro, segretario generale Filcams Cgil Napoli e Campania – su una decisione che ha eliminato una regolamentazione voluta oltre 15 anni fa proprio per ottimizzare il servizio delle guide autorizzate. Nei prossimi giorni, se persisterà la mancanza di risposte ufficiali da parte del parco, chiederemo l’intervento del prefetto di Napoli”. Nessun disagio per i tanti turisti presenti all’ingresso di piazza Esedra, molti dei quali sono apparsi incuriositi ma non infastiditi. C’è chi ha chiesto informazioni prima di entrare nel sito, ma nessuno è rimasto bloccato dalle guide. “Ci dispiace – sottolinea Paolo Mazzarella, presidente di Confguide Confcommercio Campania – che ci sia stato tolto il diritto alla parola. Nessun annuncio ufficiale, nessuna interlocuzione. Siamo basiti per il modo in cui siamo stati trattati dal direttore, che ha gettato fango sulle parti in causa e ha dimostrato di gestire un bene importante come gli scavi di Pompei come fosse una sua proprietà”.
Sulla vicenda è stato presentato ricorso al Tar Campania per provare ad ottenere la sospensiva del provvedimento: la discussione è in programma il 4 marzo. Poche ore prima del presidio, è venuta fuori la notizia di una lettera con minacce e insulti indirizzata a Gabriel Zuchtriegel, in cui si usano parole pesanti come “lager” e “razza eletta” e frasi del tipo “la storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno”, missiva contro la quale il direttore ha annunciato che presenterà denuncia. Sul caso è intervenuta la presidente associazione Guide turistiche Campania: “Confermiamo in toto le ragioni alla base del presidio – spiega Martire – ma allo stesso tempo prendiamo le distanze da chi usa termini e modi che non ci rappresentano. Siamo convinti di essere dalla parte della ragione ma condanniamo chi usa atteggiamenti sbagliati per provare a fare valere le proprie ragioni”.
“Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide”. A dirlo è il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, in merito alla protesta delle guide turistiche. “Quando ho iniziato a Paestum – ha aggiunto Zuchtriegel – mi veniva rinfacciato di aver lavorato come guida in precedenza, come se questo fosse squalificante. Invece è un lavoro difficile, bellissimo e importante e il Parco si impegnerà anche in futuro affinché le guide che lavorano con grande professionalità trovino le migliori condizioni possibili. Proprio in queste settimane al Parco si sta svolgendo un corso di aggiornamento e formazione per le guide, molto seguito, e questo ci rende felici”.
In relazione al presidio delle guide private a Pompei, il Parco Archeologico ha precisato che era nato nel 2010 in una situazione emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide private, che agiscono in proprio e sono in possesso della rispettiva abilitazione. Da allora la situazione è profondamente cambiata: l’emergenza è stata superata. Il nuovo regolamento del Parco deliberato dal Consiglio di Amministrazione nel 2025, nel recepire le varie evoluzioni giuridiche e culturali del settore, pertanto, non prevede più il presidio all’interno del sito. Intanto, il Parco si è attrezzato per garantire un servizio didattico per il pubblico, senza precludere in tal modo la presenza di guide private all’interno del sito, superando così un’anomalia e adeguando l’assetto del servizio didattico e di visite guidate a quello di altri musei e parchi nazionali e internazionali. Per i visitatori, ciò non si traduce in nessun modo in un’interruzione di un servizio pubblico, bensì in una maggiore trasparenza nell’affrontare la scelta dell’offerta culturale tra pubblico e privato di cui si vuole usufruire.
Nel 2018 – si legge nella nota – anche l’Antitrust aveva contestato le postazioni di Pompei e di altri siti, che sono di seguito state eliminate, lasciando il presidio di Pompei quale unico rimanente di questo genere. Inoltre, i musei e parchi archeologici svolgono, per legge (art. 117 Codice dei Beni Culturali), anche servizi culturali e di didattica, sia tramite figure professionali ministeriali, come gli Assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza, sia tramite partnership e contratti di concessioni, che seguono sempre rigide procedure di selezione ed evidenza pubblica.
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