Castellammare, Alberghiero sfrattato a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno

Pochi giorni per trasferire la scuola da una parte all’altra di Castellammare.Arriva come un fulmine a ciel sereno sulla comunità scolastica dell’istituto Alberghiero di Castellammare la decisione della città metropolitana che impone il “trasferimento degli arredi e della suppellettili scolastiche” dell’Istituto “Raffaele Viviani” presso una nuova sede istituzionale.
“Esprimiamo – scrivono preside e docenti- assoluta contrarietà e profondo rammarico per la comunicazione, pervenuta in data odierna in merito al trasferimento immediato a partire da oggi.
Si ravvisa in tale richiesta una mancanza di conoscenza del mondo della scuola e del suo sistema organizzativo, nonché di rispetto nei confronti di genitori, operatori scolastici, docenti, tecnici e di chiunque abbia lavorato con impegno nel corso dell’estate per l’inizio del corrente anno scolastico.Inoltre, manifestiamo forti perplessità sull’adeguatezza della sede individuata, in Via Savorito, che appare insufficiente per accogliere tutte le classi, i laboratori e gli uffici di segreteria e Presidenza oltre che a garantire un servizio scolastico di qualità e fondamentali livelli di sicurezza .
Ci appelliamo con forza alle Istituzioni e alla politica, con cui c’è sempre stato un proficuo dialogo, affinchè venga immediatamente ripristinato il tavolo di confronto con gli uffici tecnico- amministrativi della Città Metropolitana.Ribadiamo che, nonostante mesi di interlocuzione con la Città Metropolitana, la tempistica comunicata per il trasferimento risulta del tutto inaccettabile.
Non è, di fatto, possibile, a soli tre giorni lavorativi dall’inizio delle attività didattiche, allestire aule, locali, uffici e impianti che consentano un normale avvio e svolgimento del lavoro degli insegnanti, delle studentesse e degli studenti, degli assistenti tecnici, degli impiegati, dei collaboratori scolastici.Tale azione da parte della Città Metropolitana rischia di provocare un’interruzione di pubblico servizio, non tutelando di fatto il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti dell’Istituto “Viviani”, precludendo la loro crescita umana, culturale, sociale e professionale”