Rita De Crescenzo irrompe in consiglio regionale per annunciare la discesa in campo: è subito bufera politica

Tra bandiere e inno nazionale, negli uffici del consiglio regionale della Campania, accompagnati dall’esponente di Azione, Pasquale Di Fienza.E’ la degenerazione della politica che arruola anche i Tiktoker.
E’ il caso di Rita De Crescenzo, personaggio trash e milioni di fan sul social più noto al mondo.Da tempo l’icona social fa intendere di voler tentare la strada della politica e candidarsi alle prossime regionali.
L’annuncio arriva con un video girato proprio negli uffici del centro direzionale.Ma è ormai scoppiata la bufera al centro direzionale.
Il primo partito a dissociarsi è proprio quello di Pasquale Di Fienza, che ora rischia addirittura l’espulsione: “In merito al contenuto che circola sui social, nel quale il consigliere regionale Pasquale Di Fenza – esponente di Azione – appare in un video accompagnato dalla dicitura “Work in progress”, la dirigenza regionale precisa che si tratta di un’iniziativa esclusivamente personale, estemporanea, incomprensibile e in alcun modo condivisibile. Azione Campania prende le distanze da comportamenti che, pur nel rispetto della libertà individuale, non si riconducono a una linea politica fondata sul rispetto delle istituzioni e sulla collegialità delle scelte. La coerenza, la trasparenza e la responsabilità istituzionale sono valori fondanti del nostro impegno. La dirigenza si riserva di adottare i provvedimenti ritenuti opportuni, a tutela della comunità politica che rappresenta”.Condanna anche dal segretario metropolitano del Pd di Napoli: “Apprendiamo con stupore e preoccupazione della presenza della tiktoker Rita De Crescenzo nella sede del Consiglio regionale della Campania, dove, accompagnata dal consigliere di Azione Pasquale Di Fenza, ha registrato un video tra bandiere e inno nazionale. Un comportamento del tutto fuori luogo.
Le istituzioni non sono un palcoscenico per contenuti social né uno sfondo utile ad accrescere visibilità personale, ma luoghi di rappresentanza democratica che meritano sobrietà e rispetto.Non è un richiamo sterile al decoro, ma una questione di consapevolezza del luogo e della sua funzione.
Chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere di tutelarne la dignità, non di banalizzarne il valore.Utilizzare gli spazi istituzionali come fossero casa propria è il primo passo verso un progressivo decadimento della funzione democratica. Ci auguriamo che episodi del genere non trovino mai più spazio all’interno delle sedi democratiche”.
“È inaccettabile che, ancora una volta, la sede del Consiglio Regionale della Campania – luogo per eccellenza del confronto democratico, della rappresentanza e del servizio alla collettività – venga trasformata in un palcoscenico per contenuti social di pessimo gusto.
Il Consiglio Regionale è la casa di tutti i cittadini campani: va rispettato, non deriso” – dichiarano in una nota congiunta Bruna Fiola, consigliera regionale del PD e presidente della VI Commissione, e Massimiliano Manfredi, consigliere regionale del PD.
“In queste ore, sui social circolano video in cui alcuni tiktoker, insieme a un consigliere regionale, inscenano situazioni del tutto incompatibili con il decoro e la dignità delle istituzioni.In un passaggio, uno di loro sventola la bandiera italiana come fosse allo stadio.
Un gesto offensivo, svilente e intollerabile.Ricordiamo che la bandiera italiana, così come quella europea e quella della Regione Campania, è presente negli uffici dei capigruppo consiliari e dei presidenti di commissione.
Non sono accessori di scena, ma simboli di una responsabilità pubblica che non può e non deve essere calpestata per qualche secondo di visibilità” – proseguono Fiola e Manfredi.
“Ci auguriamo che vengano chiarite al più presto le responsabilità di quanto accaduto, perché è un gesto che offende le istituzioni e mina la credibilità di tutti noi.E auspichiamo che nel prossimo Consiglio Regionale non ci sia più spazio per chi tratta le istituzioni come un palcoscenico personale, perché la credibilità delle istituzioni passa anche – e soprattutto – dalla serietà di chi le rappresenta” – concludono i consiglieri regionali del Partito Democratico.