La sparatoria in pieno giorno avvenuta in città non lascia indifferente la politica .E’ il capogruppo di Forza Italia , Antonio Cimmino, a intervenire sui fatti avvenuti al CMI
“Ancora una volta – scrive Cimmino- la nostra città è teatro di un episodio di violenza inquietante.
In pieno giorno, si è verificata una sparatoria e un ragazzo è stato ferito: un episodio grave che non può e non deve passare sotto silenzio.Questo ennesimo episodio evidenzia la gravità dell’emergenza sicurezza e criminalità che da mesi denunciamo e che richiede interventi urgenti e mirati da parte dell’amministrazione comunale.
Di fronte a questi accadimenti, è inaccettabile che il sindaco, proprio nel giorno di una stesa in via Schito, in consiglio comunale elogiava una presunta diminuzione degli episodi criminali, attribuendo “solo” un aumento a fenomeni di teppismo e vandalismo.Una narrazione che tenta di minimizzare una situazione che invece appare evidente a tutti: l’escalation di violenza e insicurezza sta mettendo in difficoltà interi quartieri e rischia di compromettere il futuro della città.
È altrettanto grave che chi, come l’opposizione, si impegna a portare queste problematiche all’attenzione del consiglio comunale venga accusato dalla maggioranza di fornire un’immagine denigratoria della città.
Non si può risolvere il problema semplicemente cercando di nasconderlo.La sicurezza della nostra comunità non è un’opinione, ma una priorità su cui non possiamo permetterci di tergiversare.
Ribadiamo la necessità di alzare il livello di attenzione e di attuare politiche concrete.La risposta alla criminalità non può essere solo la militarizzazione del territorio, che rischia di risultare inefficace senza un piano strategico più ampio. È indispensabile lavorare su due fronti: garantire una città sicura per tutti attraverso un controllo attento e coordinato del territorio, ma anche investire nelle nuove generazioni e nei quartieri più a rischio.
Non ghettizzare significa offrire opportunità, strumenti educativi e culturali che permettano di prevenire la devianza e di costruire una comunità coesa.La violenza non è mai giustificabile, ma può essere affrontata alla radice, lavorando con determinazione per una città che torni a essere un luogo di sicurezza e speranza per tutti i suoi cittadini.
Chiediamo che l’amministrazione comunale prenda sul serio questa emergenza e agisca con responsabilità, andando oltre le parole e le promesse.La nostra comunità merita risposte all’altezza della sfida che stiamo affrontando”
Una lettera aperta alla città invece è’ quella che indirizza il consigliere comunale e parlamentare europeo Sandro Ruotolo
“Negli ultimi mesi gravissimi episodi di violenza hanno segnato la vita della città, i protagonisti sono giovani, giovanissimi: questo è il primo dato che ci impone una riflessione seria, non ci possono essere sottovalutazioni, non ci sono scorciatoie che possano giustificare quanto sta accadendo a Castellammare, in tante città della provincia e nella stessa Napoli.
Qualcosa si è logorato nel tessuto civile di una città, ricordiamolo sempre, che ha subito uno scioglimento per infiltrazioni della camorra.Il rischio più grande è di perdere centinaia di ragazze e di ragazzi, i nostri semi di futuro, sempre più portatori ed interpreti di una “cultura” che assume la violenza, la sopraffazione, la forza come presupposti identitari per affermare sé stessi, per superare la propria “solitudine sociale”.
Penso che non sia più rinviabile la convocazione degli Stati Generali della legalità e del futuro
L’obiettivo è di costruire insieme un” Piano strategico di riscatto culturale e sociale”: tutti si devono sentire chiamati in causa, dal centro storico a Scanzano, dal Cicerone a Moscarella, dal CMI a Ponte Persica, seguendo questi confini possiamo tracciare una nuova traiettoria di futuro.Noi siamo già a lavoro, nel mese di settembre abbiamo dato vita ad un Osservatorio cittadino contro la Camorra per studiare – conclude Ruotolo – il fenomeno criminale stabiese nella sua storicità e nel suo presente, per comprendere dinamiche sociali, politiche, elettorali ed economiche e per elaborare azioni concrete di contrasto delle organizzazioni criminali”.
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